Gli arbitri di Viterbo ringraziano Carbonari per l’impegno profuso.
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Gasbarri: "Umberto è un esempio di sportività e dedizione."

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La sezione viterbese dell’Associazione Italiana Arbitri ringrazia il collega Umberto Carbonari per l’impegno profuso quale dirigente nazionale del sodalizio arbitrale.
Con l’assemblea di domenica 14 febbraio, che ha visto l’elezione del nuovo presidente nazionale nella persona di Alfredo Trentalange, il viterbese Umberto Carbonari ha terminato il suo mandato nel consiglio nazionale dell’AIA.

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Una carriera ricca di successi quella di Umberto Carbonari, nato a Viterbo l’8 luglio 1948, sposato con Antonella dalla quale ha avuto due figlie. Diventa arbitro a 18 anni, si mette subito in evidenza per la bravura e raggiunge la serie D, dove rimane a dirigere gare per sette anni. Nel 1982, tolti gli scarpini, diventa osservatore arbitrale e nel 1988 è chiamato a dirigere la sezione AIA di Viterbo. Rimane presidente sezionale per ben ventuno anni e per questo viene soprannominato il "Presidentissimo".

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Lascia la carica sezionale il 6 marzo 2009 per entrare a far parte del consiglio nazionale, riconfermato anche nelle tornate elettorali successive, dove diventa uno dei più stretti collaboratori del presidente Marcello Nicchi.
Sono anni impegnativi, con la dirigenza dell’AIA impegnata a difenderel’autonomia associativa e il peso del sodalizio arbitrale all’interno della FIGC, a combattere le aggressioni contro i direttori di gara e a confrontarsi con le innovazioni regolamentari e tecnologiche.

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Il 23 novembre 2018,durante una delle sue frequenti visite a Viterbo, il presidente nazionale Nicchi gli consegna l’attestato dei 50 anni di iscrizione all’AIA e omaggia l’amico e strettissimo collaboratore. Il 15 novembre 2019, Carbonari è insignito della Stella d’Oro al Merito Sportivo del Coni.

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"In 55 anni di attività nell’associazione Carbonari ha lasciato un segno indelebile –commenta Luigi Gasbarri– è un esempio per tutti gli sportivi, specialmente per i ragazzi della nostra sezione. Ha una passione innata, che è la cosa che contraddistingue tutti i dirigenti sportivi, unita a una signorilità nei modi e al massimo rispetto per le persone. Lo ringraziamo per i tanti anni trascorsi alla guida dell’AIA nazionale e lo aspettiamo a braccia aperte in sezione."

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